I fenicotteri rosa, simbolo della contestazione a Zvërnec

Il conflitto, nato nella regione di Zvërnec e Narta attorno a un vasto progetto turistico, si è trasformato in pochi giorni in una delle questioni pubbliche più sensibili dell’Albania. Da allora, ci sono manifestazioni quotidiane, scontri con le forze di sicurezza, procedimenti penali, sospensioni istituzionali e verifiche condotte dalla Procura speciale contro la corruzione e il crimine organizzato (SPAK).

Indice IA: Biblioteca dei saperi mediterranei
I fenicotteri rosa, simbolo della contestazione a Zvërnec
22-med – giugno 2026
• Un progetto turistico da 4 miliardi di euro scatena una mobilitazione cittadina senza precedenti attorno alla laguna di Narta.
• I fenicotteri rosa diventano il simbolo di un dibattito nazionale sullo sviluppo, l'ambiente e la gestione degli spazi pubblici in Albania.
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Quello che era iniziato come un dibattito locale sul territorio e l’accesso al litorale è diventato ciò che molti ora chiamano la “Rivoluzione dei fenicotteri rosa”. Un movimento cittadino di grande portata che riguarda lo sviluppo economico, la proprietà pubblica e le relazioni tra lo Stato e gli investimenti strategici.

Al centro della controversia si trova un progetto di complesso turistico di lusso, previsto nella zona di Pishë-Poro, tra Zvërnec e la laguna di Narta, a 150 km a sud-ovest di Tirana. Stimato a circa 4 miliardi di euro, è sostenuto da investitori legati a Ivanka Trump e al suo consorte Jared Kushner. Prevede la creazione di hotel, ville e infrastrutture turistiche di alto livello destinate a una clientela internazionale. Le autorità albanesi lo presentano come un investimento strategico capace di creare posti di lavoro e rafforzare l’attrattività turistica del paese. Gli oppositori denunciano invece una progressiva privatizzazione del litorale e si preoccupano delle conseguenze su uno degli spazi naturali più sensibili dell’Albania. La laguna di Narta fa infatti parte del paesaggio protetto Vjosa-Narta e costituisce una importante zona umida dell’Adriatico. Ospita diverse centinaia di specie animali e vegetali, tra cui una colonia di circa 3.000 fenicotteri rosa, divenuti il simbolo della mobilitazione. Le tensioni nella zona hanno iniziato a intensificarsi alla fine di maggio, quando abitanti e attivisti ecologisti hanno segnalato l’installazione di recinzioni e la limitazione dell’accesso a certe parti del litorale.

Gli scontri che hanno cambiato tutto

La prima reazione è stata locale, incentrata su una richiesta di trasparenza: chi costruisce, su quale base giuridica e qual è lo status dei terreni interessati? Molti manifestanti hanno visto in questo intervento un segno di privatizzazione degli spazi pubblici in una delle zone ecologiche più sensibili del paese. La svolta è avvenuta il 30 maggio, quando la situazione è degenerata in scontri fisici tra manifestanti e agenti di sicurezza privati, nei pressi del cantiere del progetto.

Le immagini dell’incidente, che mostrano cittadini spintonati e trattenuti con la forza, sono state ampiamente diffuse sui social media e hanno provocato una reazione pubblica immediata. I manifestanti hanno denunciato un uso eccessivo della forza e una mancanza di controllo istituzionale, mentre i rappresentanti del progetto hanno affermato che si trattava di una proprietà privata legale e di un’intrusione non autorizzata.

Sospensione del direttore della polizia

A seguito di questi eventi, la polizia statale ha avviato procedimenti penali contro quindici manifestanti e due dipendenti della sicurezza privata. Parallelamente, sono state avviate verifiche sulla gestione della situazione sul campo. Queste hanno poi portato alla sospensione del direttore della polizia di Valona, a seguito di segnalazioni inesatte e sospetti di mancanza di coordinamento nella catena di comando.

L’evento è stato interpretato come un raro momento in cui il controllo istituzionale sul campo è stato seriamente messo in discussione. Il 31 maggio, la contestazione si è spostata a Tirana, dove cittadini e attivisti hanno chiesto un’indagine completa sull’incidente e la sospensione dei lavori fino a quando la situazione non sarà completamente chiarita. Nei giorni successivi, la polizia statale ha annunciato il ritiro delle licenze di due società private di sicurezza operanti nella zona, sottolineando infrazioni nell’esercizio della loro attività.

« Rivoluzione dei fenicotteri rosa »

Dall’inizio di giugno, la rabbia ha raggiunto altre città, con manifestazioni quotidiane e una partecipazione crescente. Per Vitjon Nina, caporedattore di Albanian Post, il movimento va ben oltre la questione di Zvërnec. « Le manifestazioni degli ultimi giorni, conosciute come “Rivoluzione dei fenicotteri rosa”, costituiscono una chiara testimonianza di una società — e soprattutto della generazione Z — che sembra totalmente stanca della classe politica degli ultimi trentacinque anni. » Secondo lui, una delle particolarità della mobilitazione è stata quella di tenere i partiti di opposizione a distanza. « Nonostante i tentativi di recupero politico, questi non sono stati autorizzati a salire sul palco, né a dirigere la protesta, tanto meno a trarne un beneficio politico. » Una posizione che spiegherebbe, secondo lui, l’allargamento progressivo del movimento.

La diffusione delle immagini sui social media ha anche contribuito a dare una visibilità nazionale e internazionale a una contestazione che si vuole prima di tutto pacifica.

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