L’imprenditorialità giovanile e le startup fioriscono nel sud Italia, dove l’economia è stata per decenni più debole rispetto al resto del paese. Grazie a investimenti significativi nelle università e alla forza dei collegamenti tra la ricerca e le imprese locali, stanno nascendo ecosistemi di innovazione molto dinamici. La sostenibilità e l’ambiente sono i principali obiettivi di molte startup e aziende innovative guidate da giovani.
Indice IA: Biblioteca delle conoscenze mediterranee
Nel Mezzogiorno, la transizione ecologica diventa un motore economico
22-med – aprile 2026
• Nel sud Italia, università, finanza e programmi regionali sostengono l'ascensione di startup verdi e spin-off orientati alla sostenibilità.
• Dalle Puglie alla Sicilia, l'economia circolare, l'energia solare e le tecnologie ambientali delineano un nuovo ecosistema di innovazione.
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Da qualche tempo, l’economia dell’Italia meridionale, ciò che gli italiani chiamano il “Mezzogiorno”, mostra una vitalità senza precedenti nella storia del paese. Ad esempio, tra il 2014 e il 2022, secondo uno studio della Banca d’Italia, il sud Italia, e in particolare le tre metropoli di Napoli, Bari e Catania, ha mostrato una crescita del numero di imprese del settore digitale superiore alla media nazionale. La crescita riguarda anche altri settori, come l’aerospaziale, la farmacia e le tecnologie verdi. Ad esempio, 3SUN, la “fabbrica del sole” realizzata dal gigante energetico Enel, si trova a Catania. È presentata come « il più grande centro europeo per la produzione fotovoltaica di nuova generazione » dove « si realizzano celle e moduli solari ad alta efficienza ». Che 3SUN sia presente a Catania non è un caso: la città, che possiede un’importante e antica università, ospita siti di produzione e laboratori di grandi aziende hi-tech come la franco-italiana STMicroelectronics, leader nella produzione di semiconduttori.
L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità
La “fabbrica del sole” di Catania è un esempio di un Mezzogiorno che, nonostante le sue difficoltà storiche, dalla carenza di infrastrutture al peso della criminalità organizzata, cerca di modernizzarsi. La sostenibilità è un attore chiave di questa effervescenza grazie all’attenzione crescente dei giovani siciliani, napoletani, ecc. per il loro territorio e la difesa dell’ambiente. « La transizione ecologica può essere un motore di sviluppo economico cruciale » osserva Alberto Danieli, cofondatore di una società di analisi e formazione che lavora da tempo con startup del Mezzogiorno. « L’intera regione è molto esposta alla crisi climatica e ambientale, soprattutto perché si trova in pieno centro nel Mediterraneo, ma dispone di ecosistemi di innovazione e risorse umane di alta qualità ».
Patrizio Bianchi è un economista rinomato ed è stato ministro dell’istruzione del governo Draghi. Questo dinamismo non lo sorprende: « Negli ultimi anni, molti investimenti sono stati realizzati nelle università, e in quelle del Mezzogiorno, si è cercato di rafforzare notevolmente il legame tra la ricerca universitaria e i territori ». I risultati cominciano a vedersi. Università come la Federico II di Napoli e il Politecnico di Bari sono focolai di giovani imprese nate dalla ricerca (spin-off) e di startup innovative verdi… Secondo dati governativi, la Campania (la regione di cui il capoluogo è Napoli) è seconda per numero di startup dopo il motore economico del paese, la Lombardia. Nello stesso ranking, la Sicilia e le Puglie superano la Toscana, una regione di antica industrializzazione.
Economia circolare e tecnologia per la sostenibilità
Molte di queste startup sono incentrate sulla sostenibilità. Un esempio è Arabat. Situata nelle Puglie, ricicla batterie al litio usate e altri rifiuti industriali attraverso un modello di economia circolare basato sull’uso di biomasse, come foglie di carciofo, bucce d’arancia, ecc., estraendo dal processo materie prime secondarie di alto grado di purezza. « Abbiamo ricevuto un grande supporto dall’Università di Foggia » racconta il suo CEO, Raffaele Nacchiero. « Per molti aspetti, il Mezzogiorno è un posto ideale per lanciare una startup. A Bari, ad esempio, si vive molto bene. La città è visibilmente in piena crescita ».
In un’altra città delle Puglie, Brindisi, si trova Green Independence. Fondata nel 2020, ha come obiettivo di accelerare la transizione energetica grazie a tecnologie in grado di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La startup ha realizzato Soleidon, un pannello solare multifunzionale che integra produzione di energia e purificazione dell’acqua. Marta Pisani, cofondatrice e COO di Green Independence, conferma il potenziale dell’ecosistema di innovazione delle Puglie. « La nostra startup è stata sostenuta da programmi regionali come TecnoNidi e il PIA, grazie ai quali abbiamo raccolto circa 5,5 milioni di fondi ».
Un ecosistema di innovazione particolarmente dinamico
Le Puglie sono così attraenti che anche startup del centro e del nord Italia si fermano qui. È il caso di Iotilize.me, una startup romana che crea piattaforme integrate hardware e software per monitorare a distanza le attrezzature e le infrastrutture legate al settore ambientale, in particolare i contenitori per la raccolta di rifiuti industriali. Il COO e cofondatore della startup, Matteo Giaccone, racconta: « Nel 2025, abbiamo seguito un percorso di open innovation, CTE Bari, in Puglia ». L’ecosistema di innovazione delle Puglie ha fatto un’ottima impressione a Giaccone e ai suoi soci: « Ci siamo sentiti molto bene lì. Il CTE Bari ha una rete importante di università e mantiene eccellenti relazioni con professionisti delle Puglie, il che è stato molto utile per noi ».
Non sono solo gli startupper di Roma a notare la qualità dell’innovazione nel Mezzogiorno, ma anche la finanza. Scientifica Venture, ad esempio, una holding di investimento con sede nella capitale italiana, ha investito in Green Independence. « Si respira un’aria nuova, è vero » dichiara il suo head of strategy and operations, Simone Valorani. Scientifica Venture crede così tanto nel Mezzogiorno che ha il suo quartier generale negli Abruzzi, a L’Aquila, dove dispone di laboratori attrezzati all’avanguardia. « Il mercato è molto più forte nel nord Italia. Tuttavia, crediamo che, mettendo a disposizione il know-how e gli strumenti giusti, i risultati nel Mezzogiorno possano essere equivalenti, se non migliori in alcuni casi » osserva Valorani.
In sintesi, coloro che pensano che il Mezzogiorno italiano sia fatto solo di bei paesaggi, buona cucina, una retroguardia pittoresca e sole si sbagliano di grosso. Forse la prima unicorno verde della storia italiana nascerà proprio lì.

Foto di Copertura: Per molti aspetti, il Mezzogiorno è un posto ideale per lanciare una startup. Come a Bari, una città in piena crescita © Valentina Saini