Siria

Dietro i discorsi ufficiali, la realtà delle università siriane

Dopo oltre un decennio di crisi, le università siriane sono spesso presentate come pilastri della ricostruzione nazionale. Innovazione tecnologica, inserimento professionale, cooperazione internazionale: i discorsi ufficiali tracciano il ritratto di un sistema in mutamento, resiliente e proiettato verso il futuro. Tuttavia, dietro questa narrazione istituzionale, la realtà sul campo appare più sfumata, talvolta in disaccordo con le ambizioni dichiarate.

Indice IA: Biblioteca delle conoscenze mediterranee
Dietro i discorsi ufficiali la realtà delle università siriane
22-med – aprile 2026
• Tra ambizioni dichiarate e vincoli del terreno, l'istruzione superiore rimane segnata da una mancanza di mezzi e riforme strutturali
• L'impegno degli insegnanti e alcune cooperazioni internazionali sostengono una resilienza fragile, accessibile in modo disuguale agli studenti
#istruzione #università #gioventù #ricostruzione #mediterraneo #disuguaglianza #educazione #cooperazione

Raccogliere testimonianze affidabili su questa realtà rimane particolarmente difficile. L’accesso all’informazione è limitato, i dati indipendenti sono rari e la voce degli studenti è poco visibile. Le testimonianze presentate qui sono state ottenute in un contesto informale, durante discussioni attorno a un caffè con giovani siriani. I loro nomi sono stati modificati per preservare il loro anonimato.

Una trasformazione dichiarata, limiti persistenti

Su carta, le università siriane sembrano impegnate in una dinamica di trasformazione. Ad Aleppo, Damasco, Deir ez-Zor o Latakia, le istituzioni affermano di adattare le loro priorità: formare in modo utile, produrre ricerca applicata e migliorare l’occupabilità dei laureati. Il Ministero dell’Istruzione superiore e della Ricerca scientifica mette in evidenza diverse iniziative volte a modernizzare i programmi e a rafforzare l’apertura internazionale.

L’Università di Aleppo, ad esempio, mostra forti ambizioni in settori come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza o le energie rinnovabili, con una ricerca orientata verso i bisogni della ricostruzione. A Damasco, il progresso nelle classifiche accademiche è presentato come un indicatore di qualità e stabilità istituzionale.

Ma questi progressi, sebbene reali in alcuni casi, non riflettono necessariamente l’esperienza quotidiana degli studenti.

Risorse limitate e senso di abbandono

« Francamente, la nostra università, come la maggior parte delle università siriane, non dispone delle risorse necessarie per offrire un’istruzione di alta qualità », confida Nawwar, uno studente dell’ultimo anno di ingegneria.

Oltre alla mancanza di mezzi, è soprattutto l’assenza di riforme strutturali a essere messa in evidenza. « Non si notano veri sforzi di miglioramento su tutti i fronti. È molto raro trovare un’università realmente impegnata in questo processo. »

Il discorso delle sanzioni internazionali, spesso mobilitato per spiegare le difficoltà, sembra oggi perdere credibilità tra gli studenti: « Prima, era una giustificazione costante, quasi una scusa per ogni mancanza », aggiunge.

Più preoccupante ancora è l’assenza di rappresentanza studentesca formale. « Non esiste un’istanza chiara a cui gli studenti possano rivolgersi. Non hanno una vera voce nelle decisioni che li riguardano. » Questo vuoto istituzionale rafforza il senso di isolamento e limita le possibilità di rivendicazione o miglioramento del sistema.

Tra dedizione individuale e limiti sistemici

Nonostante queste critiche, le testimonianze non tracciano un quadro completamente negativo. Ismail, studente di odontoiatria, sottolinea: « A volte c’è un disallineamento tra il discorso ufficiale e la realtà in aula. Ma la maggior parte degli insegnanti fa del suo meglio. »

In un contesto vincolato, molti professori si presentano come attori chiave della resilienza del sistema. « Erano cooperativi, comprensivi e cercavano di aiutare nonostante mezzi limitati », continua.

Questo impegno individuale contrasta con le debolezze strutturali, suggerendo che la qualità dell’insegnamento dipende spesso più dagli sforzi personali che da una politica istituzionale solida.

Una equità sociale relativa, ma blocchi amministrativi

Dal punto di vista sociale, alcuni aspetti sembrano più positivi. Haya, studentessa del terzo anno di psicologia, sottolinea una forma di equità nel trattamento degli studenti: « Non ho mai visto discriminazioni legate all’origine o allo status di sfollato. Nessuno poneva questo tipo di domande. » Tuttavia, questa apparente stabilità non nasconde le difficoltà amministrative persistenti. « Il numero limitato di corsi offerti in alcuni semestri ci costringe a scegliere materie per default », spiega.

I ritardi nella consegna dei diplomi costituiscono anche un ostacolo maggiore: « Può richiedere quasi un anno », precisa Haya, un ritardo che complica notevolmente l’inserimento professionale o la prosecuzione degli studi all’estero.

Cooperazione internazionale: opportunità reali, accesso limitato

I partenariati internazionali e i programmi di borse di studio, come quelli offerti dall’Ungheria, offrono prospettive concrete a una parte degli studenti. Permettono l’accesso a formazioni di qualità e favoriscono il trasferimento di competenze.

Tuttavia, queste aperture rimangono limitate a una minoranza. Per la maggior parte, le restrizioni economiche, amministrative o linguistiche rendono queste opportunità difficili da raggiungere, rafforzando le disuguaglianze all’interno della stessa popolazione studentesca.

Una ricostruzione ancora incompiuta

Quindi, sebbene le università siriane partecipino indiscutibilmente a una forma di ricostruzione attraverso la conoscenza, questa dinamica rimane fragile e incompleta. Tra iniziative istituzionali e realtà sul campo, persiste un divario.

L’università siriana oscilla oggi tra ambizione e vincolo, tra modernizzazione dichiarata e difficoltà strutturali profonde. Rimane uno spazio di resilienza, certo, ma anche uno specchio delle sfide più ampie che attraversa la società siriana.

Cerimonia di consegna dei diplomi all’università di Latakia © Agenzia Araba Siriana di informazione

Foto di copertura: l’ingresso principale dell’università di Damasco © Agenzia Araba Siriana di informazione