In diverse città del Mediterraneo, l’accessibilità dello spazio pubblico rimane un ostacolo principale per le persone con disabilità. A Marsiglia, la raccolta di dati da parte dei cittadini consente di mappare le strade praticabili e di oggettivare le difficoltà di spostamento. Ad Algeri, l'azione delle associazioni si concentra sull'applicazione di normative esistenti e sul ricordare che l’accessibilità condiziona l'esercizio pieno della cittadinanza.
Durante il periodo delle festività di fine anno, 22-med incrocia e mette in prospettiva soluzioni che hanno fatto oggetto di articoli nel media francese Marcelle con articoli sulla stessa tematica pubblicati in 22-med.
Un'app GPS per facilitare la vita dei pedoni con disabilità
Riassunto dell’articolo della giornalista Agathe Perrier, pubblicato in Marcelle il 4 ottobre 2023
Marciapiedi ingombri, passaggi impraticabili, ostacoli temporanei: la città rimane ampiamente inaccessibile per le persone a mobilità ridotta. Per ovviare a ciò, l’applicazione Streetco punta sulla partecipazione dei cittadini per mappare, strada per strada, l’accessibilità degli spazi urbani e facilitare gli spostamenti quotidiani.
Marsiglia figura regolarmente tra le città meno adatte ai pedoni, come dimostrano diverse edizioni del Barometro delle città percorribili. Marciapiedi troppo stretti, pali, scale, bidoni della spazzatura o veicoli mal parcheggiati compongono un ambiente restrittivo per tutti, ma particolarmente per le persone a mobilità ridotta. È partendo da questa constatazione che è nata Streetco, un’applicazione fondata da due amici d’infanzia, Arthur Alba e Cyril Koslowski, con l’obiettivo di produrre dati precisi e aggiornati sull’accessibilità urbana.
Una mappatura partecipativa per rendere la città praticabile
Lo strumento si basa su una logica semplice: all'apertura dell'applicazione, l'utente accede a una mappa della propria città e può segnalare se una strada è praticabile o ostacolata. In caso di ostacolo, una fotografia permette di precisarne la natura. Un'intelligenza artificiale analizza poi queste immagini per identificare il tipo di disagio riscontrato. Secondo il team, la maggior parte degli ostacoli registrati sono temporanei, il che rende indispensabile un aggiornamento regolare delle informazioni. Streetco comprende così tutte le situazioni di mobilità difficile: disabilità, passeggini, gravidanza o bagagli ingombranti.
Partenariati locali per far emergere l’accessibilità
Per incoraggiare la partecipazione, Streetco sviluppa una dimensione ludica ispirata ai meccanismi dei videogiochi. I contributori possono visualizzare il numero di strade mappate e il tempo potenzialmente guadagnato per le persone a mobilità ridotta. Il team sta lavorando all'integrazione di sfide collettive e missioni, destinate a radicare l'uso dell'applicazione nelle pratiche quotidiane.
Parallelamente, Streetco cerca di strutturare comunità locali facendo leva su aziende, associazioni e enti locali. Vengono proposti dei challenge alle organizzazioni per mappare il maggior numero possibile di strade in un periodo dato. Alcuni comuni partner utilizzano già questi dati per identificare le priorità di intervento e renderle accessibili al pubblico tramite i propri strumenti digitali. Marsiglia non fa ancora parte di queste città partner, a differenza di diversi comuni del nord della Francia.
Il team ha inoltre riorientato la propria azione sulla raccolta di dati, dissociando l'applicazione di mappatura dal suo GPS pedonale accessibile, Streetgo. L'itinerario non è più l'obiettivo principale, ma rimane previsto a lungo termine nell'ambito di un progetto di piattaforma di mobilità multimodale, sviluppata con l'associazione Armob. Entro il 2030, l'ambizione è di proporre percorsi accessibili che integrino tutti i mezzi di trasporto. Fino ad allora, Streetco mira a stabilire partenariati con le principali città francesi per inserire in modo duraturo questa mappatura solidale nella vita urbana quotidiana.

El Amel vuole rendere Algeri più compatibile con la disabilità
Riassunto dell’articolo del giornalista Tarik Hafid pubblicato in 22-med il 16 settembre 2024
Ad Algeri, le persone con disabilità rimangono ampiamente escluse dallo spazio pubblico nonostante l'esistenza di testi giuridici protettivi. Da Bab el Oued, l'associazione El Amel agisce per fare dell'accessibilità una questione centrale di dignità, cittadinanza e diritti fondamentali.

Situata di fronte al Mediterraneo, nel quartiere popolare di Bab el Oued, El Amel è una delle prime associazioni algerine create dopo la fine del partito unico. Fondata nel 1989, oggi supporta quasi mille membri che vivono con disabilità sensoriali, motorie, mentali o cognitive, ben oltre la sola capitale. Negli ultimi anni, i suoi responsabili hanno però fatto dell'accessibilità urbana ad Algeri una priorità, di fronte a un ritardo persistente nell'applicazione delle norme esistenti.
Leggi esistenti, un'applicazione carente
L'Algeria ha dotato sin dal 2002 di una legge relativa alla protezione e alla promozione delle persone con disabilità, completata da un decreto che regola l'accessibilità all'ambiente fisico, sociale e culturale. Per la presidente di El Amel, Hazia Rezig, questi testi sono globalmente soddisfacenti sulla carta, ma rimangono ampiamente inapplicati. Se le autorità ricordano regolarmente l'obbligo di conformarsi, la realtà sul campo mostra una responsabilità condivisa tra amministrazioni e aziende incaricate degli interventi.
Per l'associazione, questa situazione non deve giustificare l'inerzia. Al contrario, El Amel rivendica un ruolo attivo per provocare una presa di coscienza collettiva. A Bab el Oued, questa mobilitazione ha già permesso l'installazione progressiva di rampe e pannelli che facilitano gli spostamenti in diverse arterie principali. Un programma destinato ad essere esteso a tutta Algeri, e il cui esempio si è diffuso in altre wilayas come Tissemsilt, Laghouat o Médéa.
Rendere visibili gli ostacoli per difendere la dignità
Nella capitale, muoversi in sedia a rotelle è ancora un vero e proprio percorso ad ostacoli. Marciapiedi stretti, merci che traboccano dai negozi, auto parcheggiate in modo anarchico costringono spesso le persone con disabilità a circolare sulla carreggiata, a rischio della loro sicurezza. Per rendere queste realtà tangibili, El Amel organizza regolarmente simulazioni destinate a persone valide, invitate a percorrere qualche centinaio di metri in sedia a rotelle sotto la supervisione della polizia. Un'esperienza difficile, concepita per suscitare un cambiamento duraturo.
L'associazione agisce anche nel campo scolastico. Recentemente, sono stati installati servizi igienici accessibili in una scuola primaria, un collegio e un liceo di Bab el Oued, per consentire agli studenti con disabilità di accedere autonomamente ai bagni. Un intervento apparentemente semplice, ma decisivo per l'uguaglianza e la dignità, spesso assente nella vita educativa quotidiana.
Per i suoi responsabili, l’accessibilità non è né carità né eccezione. Essa condiziona l'accesso agli studi, alla mobilità e alla piena cittadinanza. Le performance degli atleti algerini ai Giochi paralimpici di Parigi ne sono la dimostrazione. Resta da creare un ambiente urbano all'altezza di queste capacità, affinché la disabilità non sia più sinonimo di esclusione.

Foto di copertura: Streetco si rivolge alle persone valide che vogliono rendere il mondo più accessibile © DR