Siria

La ricostruzione attraverso le piccole vittorie

A lungo soffocata dalla guerra, dalle sanzioni e dall’isolamento, la Siria oggi vede affiorare un’improvvisa schiarita. Sostenuta da un inizio di distensione internazionale e da una serie di riforme interne, l’economia siriana avvia un lento rilancio. Dall’agricoltura alla salute, passando per l’istruzione e le tecnologie, il paese abbozza una fragile ma determinata rinascita, dove ogni progresso diventa un simbolo di speranza e resilienza.

Indice IA: Biblioteca delle conoscenze mediterranee
La ricostruzione attraverso piccole vittorie
22-med – novembre 2025
• La Siria avvia un rilancio sostenuto da iniziative concrete, dall’istruzione alla salute.
• Si delinea una ricostruzione progressiva, alimentata da partenariati internazionali e riforme mirate.
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Dopo quindici anni di distruzioni e isolamento, il paese vede finalmente aprirsi una breccia: quella di una ricostruzione che non si decreta con slogan, ma si costruisce attraverso piccole vittorie, spesso invisibili, talvolta fragili, ma ben reali. La revoca parziale di alcune sanzioni, l’arrivo di fondi internazionali, la ripresa di collaborazioni accademiche e le riforme settoriali creano un clima e un movimento inediti.

Non si tratta di grandi progetti faraonici, ma di una mosaico di soluzioni complementari: riabilitare un mercato per rilanciare la produzione locale, ricostruire scuole per garantire il futuro, riformare le università per trattenere i talenti, accelerare la digitalizzazione dei servizi per modernizzare lo Stato, rafforzare le unità di cura per salvare vite e incoraggiare il ritorno dei medici esiliati per ricostituire competenze essenziali. La Siria non rinasce all’improvviso: si ricompone, pezzo dopo pezzo.

Aleppo, laboratorio di un rilancio economico

Il simbolo più eclatante di questa transizione si trova ad Aleppo, capitale industriale del paese. Dopo dieci mesi di lavori, il suo famoso mercato della produzione industriale — chiuso da 15 anni e dove viene venduta tutta la produzione industriale — si prepara a riaprire. A partire dal 21 novembre, ospiterà la più grande fiera commerciale della regione. Per le autorità locali e per gli industriali, non è solo un evento, ma piuttosto un test in grande scala della capacità di Aleppo di tornare a essere un polo manifatturiero.

« Il festival sarà il punto di partenza di esposizioni permanenti in grado di sostenere i nostri produttori e rafforzare la presenza dei prodotti siriani », assicura Mohammed Manafekhi, rappresentante del governatorato di Aleppo.

Con la partecipazione di aziende locali e delegazioni straniere, il mercato torna a essere ciò che era negli anni '60: uno spazio di circolazione di prodotti, idee, investimenti — insomma, un luogo dedicato all’economia reale.

L’istruzione, colonna vertebrale della ricostruzione

Su un altro fronte, la Siria avvia una trasformazione più silenziosa, ma essenziale: la rifondazione del suo sistema educativo. A novembre, il paese ha partecipato a Beirut al lancio del Quadro regionale dell’UNESCO per l’Educazione in situazioni di emergenza (2025–2030). L’obiettivo è chiaro: garantire l’accesso all’istruzione per milioni di bambini cresciuti nel caos.

La dinamica non si ferma qui. Il ritorno della Siria all’interno dell’Agenzia Universitaria della Francofonia (AUF) dopo 15 anni di assenza segna una svolta per le sue università. La Damascus University, già l’unica del paese classificata nel Times Higher Education 2026, vede inoltre aprirsi partenariati di scambio, ricerca e formazione avanzata.

La diplomazia educativa si amplia anche. La cooperazione con la Turchia riprende, con nuove borse di studio, la creazione di centri congiunti e l’apertura prevista di un dipartimento di lingua turca all’interno della Damascus University.  Parallelamente, i programmi britannici Chevening vengono riattivati per accompagnare la formazione dei futuri quadri siriani. Infine, delegazioni svizzero-tedesche moltiplicano le visite per ripensare la formazione professionale e allineare i corsi tecnici alle esigenze del mercato.

Perché non si tratta solo di ricostruire aule, ma di rimettere una generazione sui binari dell’insegnamento.

La Siria si riposiziona nella trasformazione digitale

Nel frattempo, a Damasco, emerge un altro segnale: l’11a edizione di Syriatech, la fiera nazionale delle tecnologie dell’informazione, che si terrà dal 20 al 25 novembre, attira 225 espositori locali, regionali e internazionali. Informatica, città intelligenti, soluzioni di e-governo, pagamenti elettronici, intelligenza artificiale… L’ecosistema tecnologico siriano, a lungo paralizzato, si riconnette.

Secondo Hammam Dabboul, direttore del marketing internazionale della fiera, l’obiettivo è di « accelerare la trasformazione digitale del paese e rafforzare i partenariati d’investimento ». In un paese dove l’accesso ai servizi pubblici si è bloccato, il digitale diventa una via rapida per modernizzare l’amministrazione, rilanciare l’economia dei servizi e attrarre investitori che la ricostruzione fisica potrebbe allontanare.

Tra emergenza medica e sviluppo delle competenze

La salute, uno dei settori più maltrattati, beneficia ora di un doppio movimento: l’aiuto umanitario mirato e lo sviluppo delle competenze interne. Diversi segnali convergono. Così, un programma inedito di formazione intensiva in cure critiche, organizzato dalla Syrian American Medical Society (SAMS), forma medici all’ecocardiografia portatile, una tecnologia preziosa in un paese dove le unità di terapia intensiva mancano di attrezzature avanzate.

Nel frattempo, la Giordania, tramite Hikma Pharmaceuticals, invia 1,1 milioni di dollari di farmaci essenziali. Il Syria Recovery Trust Fund ha anche appena concluso un accordo per riaprire centri di salute nel nord di Aleppo, installare inceneritori di rifiuti medici e fornire nuove ambulanze. Infine, parallelamente, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) esplora meccanismi per incoraggiare il ritorno di medici siriani espatriati, di cui il paese ha un disperato bisogno.

Perché la questione è chiara: senza risorse umane qualificate, la ricostruzione sanitaria rimarrà un desiderio irrealizzabile. Questi programmi mirano precisamente a colmare questa lacuna.

Proteggere i più vulnerabili per ricostruire una società

La ricostruzione passa anche per le fasce più deboli: i bambini, gli adolescenti, le famiglie in difficoltà. L’Unione Europea ha appena stanziato 1,5 milioni di euro per sostenere i centri di accoglienza giovanile e finanziare programmi di formazione professionale per i giovani. Una parte dei fondi potrebbe essere dedicata alla lotta contro la mendicità infantile, un fenomeno aggravato dalla crisi economica.

Da parte loro, gli Emirati hanno fatto un gesto altamente simbolico fornendo 100.000 banchi scolastici offerti dal filantropo Khalaf Al-Habtoor. Un modo per equipaggiare centinaia di scuole devastate dalla guerra.

La ricostruzione sarà lenta, ovviamente, ma oggi si radica nella realtà. Se la Siria rimane ancora oppressa dall’inflazione, dalla povertà, dalla fuga di cervelli e dalle tensioni geopolitiche, questo mosaico di misure mostra un’altra cosa: una capacità di resilienza strutturata, multisettoriale, supportata da partner internazionali.

Una delegazione svizzero-tedesca visita scuole a Damasco per rafforzare la cooperazione © Agenzia Araba Siriana d’Informazione

Foto di copertura: Il mercato di Aleppo mette in evidenza oltre 230 progetti imprenditoriali creativi e locali © Agenzia Araba Siriana d’Informazione