Installato all’ingresso del Vieux-Port di Marsiglia (Francia), il Mucem – Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo – esplora dalla sua apertura nel 2013 le storie comuni che collegano i popoli del bacino mediterraneo. Questo 18 marzo dà il via alla sua grande esposizione « Buone Madri », che si inserisce nel quadro della Stagione Mediterraneo 2026, un’iniziativa destinata a rafforzare gli scambi culturali tra le due rive. Per il suo presidente Pierre-Olivier Costa, la cultura ha un ruolo fondamentale da svolgere contribuendo a mantenere uno spazio comune in questa regione del mondo nuovamente sconvolta dalle tensioni.
Indice IA : Biblioteca delle conoscenze mediterranee
La cultura disegna un continente mediterraneo
22-med – marzo 2026
• Al Mucem, Pierre-Olivier Costa difende il Mediterraneo come uno spazio culturale comune, forgiato dalle circolazioni, dai meticciati e dalle conoscenze condivise.
• Con la Stagione Mediterraneo 2026 e l’esposizione Buone Madri, Marsiglia afferma il ruolo della cultura come luogo di dialogo in una regione attraversata dalle tensioni.
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Intervista realizzata da Olivier Martocq
Si parla spesso di due rive del Mediterraneo che si fronteggiano. Con sottesa l’idea di un’opposizione nord/sud. In realtà, il Mediterraneo è uno spazio comune. Una riva continua. I popoli che vivono attorno a questo mare formano un’entità forgiata dalla storia. Le circolazioni, gli scambi, le migrazioni, le influenze culturali hanno plasmato un territorio condiviso. Guardare il Mediterraneo attraverso il prisma delle frontiere geografiche significa perdere di vista l’essenziale.
Continente mediterraneo
Ciò che cerchiamo di fare al Mucem è mostrare che il Mediterraneo è prima di tutto un territorio culturale. Uno spazio di incontri e di meticciati che supera gli Stati. Si potrebbe quasi parlare di un continente mediterraneo. Sono colpito dal fatto che, in un momento in cui alcuni vogliono costruire muri, si dimentica una cosa molto semplice: le culture non si fermano mai alle frontiere. Circolano, evolvono, si trasmettono. La mappa culturale non corrisponde mai alle mappe amministrative. Le influenze superano sempre i confini politici. È ciò che vogliamo dimostrare attraverso le nostre esposizioni. Disegniamo territori culturali che si liberano dai paesi e dalle frontiere. Il Mediterraneo non è solo un mare. È una storia condivisa. È uno spazio di circolazione di idee, culture e conoscenze.
Far vivere uno spazio comune
Una grande parte delle conoscenze che strutturano il nostro mondo sono nate da questo mescolamento culturale mediterraneo. Prendiamo un esempio semplice: l’astronomia. Tutto ciò che sappiamo oggi sulle stelle si è costruito a partire da un dialogo tra il mondo arabo-musulmano e l’Europa. Se questi due universi non si fossero incontrati, ignoreremmo i due terzi di ciò che sappiamo oggi. Questo mescolamento è una ricchezza, è lui che fa progredire le società. Il Mediterraneo è precisamente il luogo in cui questi incontri avvengono da secoli.
In un mondo che si strappa, la cultura deve riparare
Oggi viviamo un periodo estremamente turbolento. Il mondo si sta strappando. Dà l’impressione che nessuno possa dialogare con nessuno. La violenza e la potenza si confondono. Le tensioni aumentano ovunque. In questo contesto, la cultura ha un ruolo fondamentale da svolgere. La sua missione è ricucire ciò che si strappa. La cultura può riunire le persone attorno a un tavolo. Può ricreare uno spazio di dialogo dove esso scompare. Deve ricordare, ancora e ancora, che abbiamo una storia comune, immaginari comuni, conoscenze comuni. In questo contesto, Marsiglia occupa un posto particolare e deve affermare il suo ruolo di capitale mediterranea. Questa città è da secoli una porta aperta sul Mediterraneo. È un punto di incontro tra le culture del Nord e del Sud. In un momento in cui alcuni vogliono chiudere le frontiere, questa apertura è essenziale.
Una stagione mediterranea per ricordare ciò che ci unisce
La Stagione Mediterraneo 2026 deve permettere di ricordare questa realtà. Iniziata dal Presidente della Repubblica francese già tre anni fa in un contesto di grandi tensioni. Mira a far prendere coscienza di questo territorio comune che supera le frontiere nazionali. Al Mucem, lo apriamo questo 18 marzo con l’esposizione « Buone Madri », dedicata alla maternità nelle culture mediterranee. Questo titolo richiama la « Buona Madre », il soprannome dato dai marsigliesi alla basilica cristiana Notre-Dame-de-la-Garde che veglia sulla città. Questa esposizione propone una mappatura del Mediterraneo attraverso l’evoluzione dei diritti delle donne nei diversi territori del bacino. Un modo per mostrare che le grandi questioni che attraversano le nostre società sono condivise. Oggi osserviamo un fenomeno interessante: il pubblico torna massicciamente nei musei. Il Mucem ha accolto più di 1,37 milioni di visitatori nel 2025, un record. Credo che ciò corrisponda a un bisogno profondo. Viviamo in un mondo in cui l’informazione circola continuamente, dove ogni minuto scaccia il precedente. I social media impongono una temporalità estremamente rapida. Un museo propone l’opposto: un tempo lungo. Un luogo dove si può prendere distanza, riflettere, comprendere. La cultura è forse oggi l’ultimo linguaggio che condividiamo tutti. Ed è con questo linguaggio che dobbiamo continuare a costruire il futuro. Perché, se smettiamo di parlare, se smettiamo di incontrarci, allora questo territorio mediterraneo scomparirà !


Pierre-Olivier Costa è presidente del Mucem dal 2022
Alto funzionario, è specialista delle politiche culturali e della comunicazione pubblica. Il suo percorso passa per l’Élysée -consigliere speciale del presidente della Repubblica e direttore del gabinetto di Brigitte Macron – e il comune di Parigi -. capo di gabinetto del sindaco-. Formato alle questioni culturali sin dall’inizio della sua carriera, ha lavorato al Centro Pompidou come capo di gabinetto, così come al Centro nazionale del cinema e dell’immagine animata (CNC) come consigliere incaricato delle relazioni istituzionali. Inizia all’interno della Riunione dei Musei Nazionali Grand Palais, dove si specializza nelle questioni giuridiche e nelle politiche di acquisizione.
Foto di copertura: il Mucem e il forte Saint-Jean © 22-med