Annunciata dal Presidente della Repubblica a giugno 2023, la Stagione Mediterraneo 2026 ambisce a celebrare, dal 15 maggio al 31 ottobre, la creatività e le identità plurali delle due sponde. Prima dell’apertura ufficiale, Marsiglia alzerà il sipario già dal 18 marzo al Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo (Mucem) con « Buone Madri ». Una mostra manifesto, artistica e politica, che pone la maternità al centro del racconto mediterraneo.
Indice IA : Biblioteca delle conoscenze mediterranee
Marsiglia lancia la Stagione Mediterraneo 2026 con la mostra «Buone Madri»
22-med – febbraio 2026
• Al Mucem, « Buone Madri » apre già dal 18 marzo una Stagione Mediterraneo 2026 pensata come un dialogo tra le due sponde, dal 15 maggio al 31 ottobre.
• Con quasi 350 opere, la mostra collega miti antichi e vissuti contemporanei per fare della maternità un tema artistico, sociale e politico al centro del racconto mediterraneo.
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L’obiettivo ambizioso della Stagione Mediterraneo è di far dialogare artisti, pensatori e società civili attorno a cinque grandi tematiche, tra cui le identità plurali e la storia collettiva delle migrazioni. Realizzata dall’Istituto francese, essa associa quattro paesi partner: Libano, Marocco, Algeria e Tunisia in una volontà dichiarata di cooperazione duratura. Per Nadia Hai, delegata ministeriale per il Mediterraneo, si tratta di una « scommessa folle »: costruire « partenariati duraturi e progetti che beneficiano a tutte le popolazioni mediterranee ». La questione va oltre la sola programmazione culturale. Si tratta di ricucire legami in uno spazio segnato da crisi geopolitiche, climatiche e sociali. In questo contesto, la città fondata dai Focesi si impone come un crocevia naturale. « Riporteremo Marsiglia al centro della mappa culturale di Francia e d’Europa », afferma Pierre-Olivier Costa, presidente del Mucem.
Alzata del sipario al Mucem: « Buone Madri »
Se l’inaugurazione ufficiale è prevista per il 15 maggio, già dal 18 marzo il Mucem accoglie la mostra « Buone Madri ». Per i marsigliesi, il riferimento alla basilica di Notre-Dame-de-la-Garde che sovrasta la città è evidente poiché la soprannominano affettuosamente « la Buona Madre ». Ma il titolo plurale apre ad altre prospettive. Non si tratta più di una sola figura unica, tutelare e protettiva, ma di una costellazione di madri mediterranee, multiple, contraddittorie, reali. « Volevamo parlare della maternità, di cosa significa essere mamma », spiega Pierre-Olivier Costa. « Rendere omaggio alle nostre madri, ma anche evocare tematiche di cui si parla poco e che sono importanti. Volevamo una mostra solare. Volevamo anche una mostra militante. » Affidata a due curatrici, Caroline Chenu (Mucem) e l’essayista e militante impegnata per i diritti delle donne Anne-Cécile Mailfert, la mostra assume una posizione chiara: « mettere le donne e le madri al centro del racconto a partire dalle loro esperienze reali, dai loro vissuti ».
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